mercoledì 21 agosto 2013

ALLA SOGLIA DELLA TERZA ETA' MIO MARITO MI HA TRADITO CON UNA RAGAZZA


ada Età: 57
sono stata tradita da mio marito per molto tempo almeno una quindicina di anni tra alti e bassi con una ragazza amica di famiglia,a questo punto molto più amica sua che non mia e dei miei figli ormai grandi.Lei è sposata con figli,ma si vede che la loro attrazione è stata più forte del rispetto,della dignità,del dolore che hanno dato a me e ai miei ragazzi.Io continuo a vivere con mio marito,o meglio mio marito non è voluto andare via dicendomi che non era niente di importante,che non era niente di grave e da preoccuparsi,che era solo divertimento e per giocare.IO mi chiedo siamo alle soglie della terza età,cosa me ne faccio di un marito che pensa a giocare con ragazze tanto più giovani e non alla propria moglie che gli ha dedicato una vita.al posto della comprensione,dell\'affetto,per lui c\'è il gioco,come se fosse stata una cosa da poco che dovrebbe essere comprensibile,scusabile,niente di importante è avvenuto secondo lui ai danni della nostra vita coniugale.Ma io purtroppo ho svariati loro messaggi che testimoniano una vita vissuta alle mie spalle,di complicità,tradimenti,bugie.So che il mio dolore è grande e non trovo pace,c\'è rancore,rabbia per un antico amore che non riesce a far posto all\'odio o all\'indiferrenza.Spiazzante dottore oltre ogni aspettativa,se ha un consiglio per me gliene sarei davvero grata. 


DOPO LA SCOPERTA DEL TRADIMENTO DI MIA MOGLIE HO DECISO DI SEPARARMI


Mauris Età: 37
Mi sono sposato 6 anni fa, ci conoscevamo dal liceo ed eravamo molto innamorati. Abbiamo acquistato casa ed è iniziata la nostra vita insieme. Io ho un lavoro a tempo indeterminato lei lavora in nero. Dopo i primi 2 anni mia moglie ha cominciato lentamente a cambiare, usciva spesso con gli amici, il mio lavoro mi impediva di andare con lei ed io mi fidavo. Casualmente una sera rientrato a casa ho sentito il suo cellulare squillare era appoggiato sul mobile all’ingresso, uscendo l’aveva scordato. Credevo fosse la sua amica, mi appariva sullo schermo il suo nome per cui ho risposto. Pensavo che per trovarlo avesse chieste di farlo squillare. Appena ho detto pronto però la linea è caduta. Ho provato a richiamare e squillava a vuoto. Non ci ho pensato più. Dopo un paio di giorni però eravamo entrambi a casa ho notato che quando il telefono squillava si allontanava per parlare, andava in giardino o si chiudeva in bagno. La spiegazione era che la sua amica aveva dei problemi e che non le pareva il caso di parlare con lei davanti a me. Li per li la giustificazione mi aveva tranquillizzato, ma lei non aveva mai avuto segreti con me e così ho iniziato a pensare che ci fosse qualcosa che non funzionava. Inoltre la sentivo sempre più distaccata e fredda, la nostra vita coniugale non era più serena come una volta. Ho iniziato a cercare delle prove, mi sentivo in colpa mentre lo facevo, ma sentivo che mi nascondeva qualcosa. E lei non me ne parlava. Sono seguite discussioni e litigate feroci. Dopo un bel po’ di tempo non sapendo cosa fare e non riuscendo più a vivere sereno cercando in internet sono incappato sul sito della Agenzia Italiana Investigazioni. Li ho contattati di impulso, volevo sapere cosa ci stava succedendo, a noi che per tutti eravamo la coppia perfetta. Dopo poco tempo hanno confermato i miei sospetti si vedeva con un altro uomo. E’ stato doloroso sapere la verità ma il dubbio mi stava logorando. Ho affrontato lei e ho deciso di separarmi. Ora sto ricostruendo la mia vita, a fatica. 

MIO MARITO VUOLE CHE IO ACCETTI CHE LUI ABBIA L'AMANTE


lela Età: 35
da più di un anno , ho problemi con mio marito,con lui ho 14 anni di matrimonio, la causa del nostro problema è la vicina di casa che corre dietro mio marito ,però anche lui sembra molto interresato a lei e mi dice sempre:\"anche se la tengo come amante ,cosa ti interessa, ate non manca nulla.\" anche dopo molte discussioni per cui stavamo per lascirci lui continua ad essere interessato a lei . io sono entrata in depressione per questa storia ma lui è inrremovibile non sò come fare ,perchè ho 2 figli e mi dispiace rovinare la loro vita ; però non sò come uscire da questa situazione,sono disperata , cosa mi puoi consigliare per uscirne fuori?

domenica 14 luglio 2013

IL TRADIMENTO

C'è  una  storiella ebrea,  molto diffusa, che  dice  pressappoco cosi:
«  Un  padre  insegnava  al  figlioletto  ad  essere  meno pauroso, ad avere più coraggio, facendolo saltare giù da una scala. Mise il bimbo sul secondo  gradino e disse: « Salta che ti prendo. » e il bimbo saltò. Poi lo mise sul terzo gradino dicendogli ancora: « Salta che ti prendo. » Sebbene il bimbo fosse impaurilo, si fidò di suo padre, fece ciò che gli era stato detto e saltò nelle sue braccia. Poi il padre lo mise sul quarto  gradino, sul quinto, sul sesto, dicendo ogni volta: « Salta che ti prendo. » ed ogni volta il bimbo saltò e fu preso da suo padre. E così continuarono  finché il bimbo saltò da un gradino molto alto, ma questa volta il padre si tirò indietro e il bimbo cadde a faccia in giù. Mentre si rialzava, sanguinante e piangente, il padre gli disse: « Questo ti insegni a non fidarti mai di un ebreo anche se è tuo padre. »

Questo storia va molto al di là del suo apparente antisemitismo, tanto più che con molta probabilità è una storia ebrea, lo credo che ci possa dire molto sul tema del tradimento. Ad esempio: perché si  deve insegnare ad un ragazzo a non fidarsi? e a non fidarsi di un ebreo? e a non fidarsi di suo  padre?
·         Che senso ha essere traditi dal  proprio padre o da  qualcuno che  si ama?
·         Che senso ha per  un padre, per un uomo, tradire qualcuno  che  ha  fiducia  in  lui?
·         Qual  è  il  fine  del  tradimento nella vita psicologica? Queste sono le domande che ci poniamo.
Non è possibile avere fiducia senza la possibilità del tradimento. E' la moglie che tradisce il marito,
il marito che inganna la moglie; sono i compagni e gli amici che deludono; è l'amante che usa
l'amico per raggiungere il potere; è l'analista che scopre i segreti del paziente; è infine il
padre che lascia cadere il figlio. La promessa fatta non è mantenuta, la parola data viene mancata,
la fiducia diviene inganno. Il tradimento ci viene proprio da quei rapporti dove la fiducia  primaria  è  possibile.  Noi  possiamo  essere veramente traditi solo quando ci fidiamo veramente — da fratelli, amanti, mogli, mariti, e non da  nemici o da estranei. Più grandi sono l'amore, la lealtà, l'impegno, l'abbandono, e maggiore è il  tradimento. La fiducia ha in sé il germe del tradimento.
 Quando in una unione esiste la fiducia, il rischio del tradimento diviene una possibilità reale con cui vivere continuamente e quindi è parte della fiducia, proprio come il dubbio è parte della fede vivente.


Vivere o amare solo quando ci si può fidare, quando si è  sicuri ed accolti, quando non si può essere abbandonati o feriti, quando ciò che è stato espresso in parole è impegnativo in eterno, significa essere fuori dalle vie del male e quindi fuori della vita reale. E non importa quale sia il calice della fiducia, se la analisi, il matrimonio, la chiesa, la legge, o un qualsiasi rapporto umano... vorrei addirittura dire il rapporto col divino.
Se ci viene data assicurazione che ne usciremo intatti, o addirittura arricchiti, che cosa abbiamo dato? Se saltiamo dove ci sono sempre braccia per  riceverci, il nostro non è un vero salto. Il rischio dell'ascesa non esiste più — a parte l'emozione del volo nell'aria, non vi è alcuna differenza fra il secondo gradino, il settimo, il decimo, o addirittura diecimila metri più su. E' la fiducia primaria che permette al puer di volare cosi in alto. Padre e figlio sono una cosa sola, e le virtù maschili di abilità, rischio calcolato, coraggio, non hanno importanza: Dio o papa lo afferreranno in fondo alla scala. Soprattutto  è necessario non sapere in anticipo le cose. Non si deve sapere prima che questa volta nessuno ci prenderà in fondo alla discesa. Essere avvertiti significa essere premuniti e allora o non si salta  più, oppure si salta a metà... ma poi succede che una volta, nonostante una promessa, la vita interviene, accade l'incidente e si cade a faccia in giù. La promessa mancata è una intrusione che  la vita fa nella sicurezza del Logos, nella quale ci si può affidare all'ordine di tutte le cose e  il passato garantisce per il futuro. Ma è anche l'irruzione in un altro livello della coscienza, come vedremo più avanti.
Ma prima torniamo ancora alla nostra storia ed alle nostre domande.  Il  padre  ha   risvegliato  la  coscienza,  ha cacciato il ragazzo fuori dal giardino dell'Eden, brutalmente, con dolore, ha iniziato suo figlio. Questa iniziazione ad una nuova coscienza del reale passa attraverso il tradimento, attraverso il venir meno del padre e il suo mancare alla parola data; è  però un tradimento con una morale. Infatti la nostra è una storia morale, come  tutte  le  buone   storie  ebree.  Non  è  una  favola esistenzialista che  descrive  un acte  gratuite,  ne  una leggenda Zen tesa ad una illuminazione liberatrice, ma piuttosto una omelìa, una lezione, un istruttivo brano di vita reale.
Il padre dimostra di persona che anche nel rapporto più fiducioso  esiste la possibilità del tradimento. Egli svela la propria ingannevolezza, si presenta al figlio  nella sua nuda umanità, rivelandogli questa verità dell'essere  padre e  uomo: io,  padre, uomo, sono infido.  L’ uomo è infido. La parola non è affatto più forte della vita. …
L'iniziazione del ragazzo alla vita è l'iniziazione alla tragedia dell'adulto. Per certuni il tradimento è altrettanto schiacciante che la gelosia o il fallimento…
Il momento critico del « grande abbandono » quando veniamo crocifissi dalla nostra stessa fiducia, è un momento molto pericoloso di quello che la Wickes chiamerebbe « la scelta ». Le cose potrebbero andare in due modi per il bambino che si rialza dal pavimento, la sua resurrezione è in bilico. Potrebbe essere incapace di perdonare e rimanere fissato nel trauma, pieno di risentimento, vendicativo, cieco ad ogni comprensione di ciò che spero di riuscire ad abbozzare nel restante di questa nota.
Ma prima di occuparmi della possibile soluzione positiva del tradimento, vorrei attardarmi un poco sulla scelta negativa e sui pericoli che il tradimento porta alla luce. La prima di queste scelte sbagliate, anche se naturali, è il meccanismo di difesa della negazione.
Se in un rapporto veniamo abbandonati, siamo tentati di negare il valore dell'altra persona, di vedere, improvvisamente, tutte le sue ombre, una panoplia di demoni perversi che naturalmente nella situazione di fiducia primaria non esistevano. Questi lati negativi, rivelatisi tutto d'un tratto, sono una compensazione, una enantiodromia di idealizzazioni precedenti e la rozzezza di queste rivelazioni indica la grossolana incoscienza in cui prima si trovava l'Anima. Cosi dobbiamo ammettere che quando il rammarico per un tradimento è molto forte, in precedenza esisteva una situazione di fiducia primaria, di innocenza infantile inconscia nella quale l'ambivalenza era repressa…
Ma il mutamento improvviso da uno stato incosciente alla coscienza grezza è proprio di qualsiasi momento della verità ed anche piuttosto evidente — perciò non è questo il pericolo principale. Più  pericoloso  è  il cinismo.  Una  delusione  subita  in amore, in un credo politico, in un gruppo, da un amico, un superiore o un analista, porta spesso ad un mutamento nella persona tradita, la quale non solo nega il valore della relazione e della persona in causa, ma l'amore  in  genere  diviene  per  essa inganno,  la convinzione politica è per gli imbecilli, i gruppi sono trappole, le gerarchie sono il Male e l'analisi è prostituzione, lavaggio del cervello e impostura... « Fatti furbo e tieni gli occhi aperti. Colpisci l'altro prima che sia lui a colpire tè. Bisogna far da soli. Tutto bene, Jack... » Questa è la scorza per nascondere le cicatrici della fiducia tradita.  Con  i  frantumi  dell'idealismo  si  rabbercia  una solida filosofia di cinismo.
E' tutt'altro che impossibile incontrare questa forma di cinismo specialmente nei più giovani, poiché non si è considerato con sufficiente attenzione il significato del tradimento e particolarmente il processo di trasformazione del puer eternus. La persona tradita giura di non salire più cosi in alto sulla scala. Rimane affondata nel mondo del cane, Kynis, cinico. Questo atteggiamento impedisce lo sviluppo verso il significato positivo del tradimento e forma così un circolo vizioso — e il cane rincorre la propria coda. Il cinismo, quel ghigno contro la propria stella, è il vero tradimento dei propri ideali, il tradimento delle proprie ambizioni più alte contenute nell'archetipo del puer. Quando questo si infrange, ogni cosa che ha a che fare con esso viene respinta e si giunge al terzo e, credo, principalmente pericolo: il tradimento di sé stessi.
Il tradimento di sé è forse ciò che ci preoccupa maggiormente. Uno dei modi con cui ci si arriva è proprio la conseguenza dell'essere stati traditi: nella situazione di fiducia,   nell'abbraccio  amoroso,   con   un   amico,   un parente, l'analista, mettiamo allo scoperto qualcosa di noi che avevamo tenuto nascosto:« Non l'avevo mai detto a nessuno prima... » Può essere una confessione, una poesia, una lettera di amore, una invenzione o un progetto fantasioso, un segreto, un sogno o una paura infantile, che contiene quel che in noi c'è di più profondo. Con il tradimento queste  perle  seminali,  delicate  ed  estremamente sensibili, divengono solo sabbia, granelli di polvere. La lettera d'amore diviene roba scioccamente sentimentale, la poesia, la paura, il sogno, l'ambizione, vengono ridotti a qualcosa di ridicolo, rozzamente derisi, definiti volgarmente « merde », robetta da niente. Il processo alchemico è rovesciato: l'oro è ridotto di nuovo a feci e le perle sono gettate ai porci. I porci non sono gli altri, dai quali dobbiamo tenere nascosti i nostri valori segreti, ma sono invece le rozze spiegazioni materialistiche, la ottusa riduzione di ogni cosa all'istinto sessuale e al desiderio del latte materno, che spiegano tutto indiscriminatamente. E la nostra insistenza porcina nel dire che la cosa più bella era in realtà la peggiore non è altro che il sudiciume in cui gettiamo via i nostri valor più preziosi.
E' una strana esperienza trovarsi a tradire se stessi, rivolgersi contro le proprie esperienze dando loro i valori negativi dell'ombra ed agendo contro le proprie intenzioni ed il proprio sistema di valori. Nella rottura di un'amicizia, di una relazione, di un matrimonio, di un rapporto amoroso o di una analisi, tutta la bruttezza e la sporcizia si fanno improvvisamente avanti e si agisce nella stessa maniera cieca e sordida che si attribuisce all'altro; si giustificano le proprie azioni con un sistema di valori che ci è estraneo. In questo momento si è veramente traditi, dati in mano ad un nemico interno. E allora i porci si volgono contro di noi e ci sbranano.
Questa alienazione da noi stessi dopo il tradimento è estremamente protettiva. Non vogliamo essere più colpiti e poiché la ferita venne proprio dall'aver rivelato come siamo fatti, cominciamo con l'evitare accuratamente di ricascarci. Cosi fuggiamo e tradiamo noi stessi non vivendo la nostra condizione esistenziale (una divorziata di mezza età senza nessuno da amare) o il nostro sesso (« ne ho abbastanza degli uomini e sarò spietata come loro ») o il nostro tipo (« II mio sentimento, o intuizione, o qualsiasi altra cosa, era completamente sbagliato ») o la nostra vocazione (« La psicoterapia è uno sporco affare »). Infatti siamo stati traditi proprio nella fiducia che avevamo posta in questi fatti fondamentali della nostra natura. Cosi rifiutiamo di essere ciò che siamo, cominciamo ad ingannarci con scuse e pretesti e il tradimento di sé diviene niente altro che sofferenza non autentica. Non si vive più la propria forma di sofferenza, ma si tradisce se stessi per mancanza di coraggio  di  essere.
Oltre alla negazione, al cinismo e all'auto- tradimento c'è però un'altra possibile soluzione negativa, un altro pericolo, che chiameremo paranoide.
Anche questo è un modo di proteggere se stessi da un nuovo tradimento, creare cioè un rapporto perfetto. Rapporti di questo genere richiedono il giuramento di lealtà  e  non  tollerano incertezze nella  loro  stabilità. Il motto è: « Non mi devi abbandonare mai ». L'inganno deve essere respinto con affermazioni di fiducia, dichiarazioni di fedeltà eterna, prove di devozione, giuramento di segretezza. Non devono rimanere fessure; il tradimento deve essere escluso. Ma se il tradimento coesiste con la fiducia, come seme contrario in essa sepolto, l'esigenza paranoide di un rapporto senza possibilità di tradimento non può basarsi sulla fiducia, ma è piuttosto una convenzione intesa a escludere il rischio. Come tale appartiene più al potere che all'amore. E' un ripiegamento verso un rapporto-logos rafforzato dalla parola, ma non sostenuto dall'amore.

... La distorsione paranoide delle relazioni umane è veramente grave. Quando un analista (o marito, amante, discepolo, amico) tenta di soddisfare le esigenze di un rapporto paranoide dando assicurazioni di lealtà ed escludendo di forza lo inganno, si allontana sicuramente dall'amore. Infatti, come abbiamo già visto e vedremo ancora, l'amore e l'inganno provengono dallo stesso lato sinistro.
ESTRATTO DAL LIBRO 'IL TRADIMENTO' DI JAMES HILMAN

lunedì 27 maggio 2013

MIO MARITO MI HA TRADITO CON UNA RUMENA

lulù Età:   53
salve, la mia storia non è differente dalla tua sono
sposata da 31 anni ho scoperto i primi tradimenti su pc e lui mi ha detto che
era per passare il tempo e che lo fanno tutti. vedevo e sentivo a pelle che lui
era assente e che si allontanava sempre più.litigavamo e non mi cercava entrava ed usciva di casa senza salutare per poi non dire quante sere rientrava si spogliava e si metteva a letto senza dirmi niente. poi un giorno che non dimenticherò mai è successo che raccontava al fratello la sua avventura e per quanto nascondeva e fosse stato astuto sbagliò. si io sentii tutto, lui tutto compiaciuto raccontava la sua avventura ed io sbalordita e tremante ebbi una pugnalata al cuore. mio cognato con sua moglie andò via e lui rientrando vide che io di colpo avevo cambiato umore e che mi azzitti completamente. stavo male e lui se ne fregava altamente premetto che avevo detto a mia cognata cosa avevo
visto e sentito per cui la mattina lui mio marito fu avvisato dal fratello che
io avevo sentito tutto. trascorsero nel silenzio assoluto 5 giorni e lui
indifferente non si preoccupava di parlarmi.io ero distrutta non cucinavo
più,non mangiavo e dormivo poco, non rassettavo casa,mi sentivo vuota, per me non esisteva più niente e che tutta la mia vita era stata un illusione.torno
alla storia: la domenica precisamente l\'anno scorso a maggio festa della mamma lui verso le 15,00 prende il telefonino e chiama suo nipote e gli chiede se poteva andare a casa sua a vedere la partita e così dopo alcuni minuti va via.
io in quel momento vado a riporre dei pacchi nel salone e trovo il suo porta
documenti lo apro e trovo nome e cognome e numero di telefono di una rumena. in quel momento mi è scaturita una rabbia un nervoso lo chiamo al telefono e gli dico di ritirarsi. lui mi dice: sono a casa di mia sorella vuoi parlare con lei???? ed io gli dico ritirati!!! appena arriva ho una crisi di nervi lo
schiaffeggio chiamandolo lurido porco traditore e lui ma cosa dici. io vado in
bagno esco e lui tranquillo a vedere la cronaca sportiva io prendo la borsa ed
esco e lui poco interessato non mi raggiunge, volevo andarmene e lasciarlo ma mi accorgo di non avere le chiavi, risalgo e lui impassibile come se non fosse accaduto nulla continua a vedere lo sport d\'avanti alla tv. in quel momento ho visto nero ho cominciato a rompere tutto solo in quel momento si è alzato e dopo una collutazione è andato via senza nemmeno scusarsi di quello che mi aveva fatto. da li ho scoperto altre cose, la storia con quella rumena continuava e a me diceva che non era una storia che era solo sesso, una storia che era durata 10 anni e che se io non me ne accorgevo poteva durare di più. ci sono tante altre cose da raccontare vi dico solo che ora lui vive ancora con me ma io non sono più la stessa e ho sempre diffidenza paura  che lui mi tradisca e non più tranquilla e serena perchè penso che l\'uomo è traditore ed egoista.

martedì 5 marzo 2013

SONO AMANTE DI UN UOMO SPOSATO DA DIECI ANNI


Vorrei solo parlare un po', non ce la faccio più, mi sento un mostro, un essere spregievole, una che merita solo il male, non ce la faccio più.Ho tante colpe,tante, me ne rendo conto, ho mentito, ho tradito colui che era la mia vita, l'ho fatto soffrire, ed alla fine è solo colpa mia. Per lui io sono solo un'essere insignificante, una puttana che non ha cuore.Non auguro a nessuno di sentirsi dire certe cose che t'annientano.Ho sbagliato tante volte nella vita, ho trentootto anni e me ne sento cento addosso.Da dieci anni ho un a relazione con un uomo che ad oggi è sposato.Quando l'ho conosciuto io ero fidanzata, lui conviveva ed aveva una bimba di un anno, un incontro che mai dimenticherò, i suoi occhi come se mi leggessero dentro.La mia vita già a quel tempo un gran casino, iniziamo a frequentarci, sentirci, stare insieme, e ti senti d'aver incontrato davvero l'uomo della vita.Mi libero di tutto, e decido di troncare col fidanzato, casa pronta, mi metto il mondo contro,genitori,amici, ma vado avanti per la mia scelta passando anni da inferno in casa, ma lui c'era e a me bastava.Vivo solo ed unicamente per lui,solo per lui, il mio mondo, la mia vita è lui, e il mio unico desiderio è avere il suo amore.Sono stati gli anni con i momenti più belli, le emozioni più uniche, toccato la felicità, ma sono stati anche ani duri, perche comunque lui non era mio, lui la sera tornava a casa sua, e io rimanevo sola, e quanti dubbi.Una tragedia lo colpisce, muore suo padre, un dolore immenso, e di più non poter far niente per lui, circondato dalla sua famiglia, che non ero io.Poi un giorno tre anni fa un msg, dove mi dice che si sposa, che lo deve fare, che lo fa par suo padre, per la bambina, e ti senti di non contare niente, meno di niente, pensa a loro, ma a me?Io che cosa spiegavo, chi ero, che ruolo avevo, e cominci a farti domande e a darti risposte, come se qualcosa dentro fosse morto, provi a capire, a farti capire, a dirgli di non farlo,ma non ho ottenuto niente.Mai mi sono allontanata da lui, mai.Prima di sposarsi le sue parole furono: non voglio che la bimba stia male, quando saràa più grande, e capirà, le cose cambieranno.Ci credevo, speravo, credevo davvero, ma non è facile sentirsi importante e non averlo con se ma saperlo in casa con la moglie, natale con la famiglia, le ferie con la famiglia, un pò insieme ma poi dover scappare da loro, sempre prima loro, questo vedi sempre.Da due anni avevo preso ad andare in ferie da lui, dov'era con la sua famiglia, due anni fa un'estate pessima, io lì da lui, l'ho visto una sola volta, perchè doveva stare sempre con la famiglia, lo controllavano, ricordo andai via dal mare e lui mi salutò con un ciao, la sensazione di dar noia, di esser di troppo, una cosa che ti fa sentire abbandonata, detto così non si può capire, ma ti senti dentro morire.E sbagli.Questo ho fatto, in quell'estate ho iniziato a frequentare un'altro, ad appoggiarmi ad un'altro, a non voler più sentirmi così maledettamente sola,tenendomi tutto per me, senza dire niente a lui e poi e venuto fuori un macello.Sono passati due anni da tutto questo, la storia con questaltro è durata un mese, finito tutto,ma questo si è rivelato un vero delinquente.Ad oggi con l'uomo sposato,tanta sofferenza, tanto male ci siamo fatti, lui ora mi reputa la peggiore del mondo, ha altre, perche lo fanno star bene, io solo male.Non c'è più nessuna vita, una gran voglia di non esistere più,l'ho amato, amato più di me stessa, dandogli tutta me, e non sa quanto male mi ha fatto quando si è sposato, mi dice che io rinfaccio, io cèero però, e mi son sempre ritrovata sola,e come una stupida ho fatto la cosa più sbagliata.Scusate lo sfogo, è che mi sento più sola che mai,mi sento colpevole tanto.

venerdì 22 febbraio 2013

MIO MARITO MI HA TRADITO CON UNA VICINA DI CASA


Mimi  Ho 39 anni, straniera pelle oscura, sposata da 11 anni
con un uomo che stupidamente pensavo era unico, meraviglioso... 6 mesi fa
scopro che mi ha tradita con una vicina di casa , 20 enne, lui ha 35 anni, e\'
successo l\'estate scorsa,  la ha portato pure a casa ,da li, si sono
messagiati , prima via cel, poi via face,ho scoperto anche che scaricava del
porno pure a pagamento e aveva una collezione di cd con donne nude , che anche aveva chiesto foto ose' a una collega di lavoro e si aveva iscritto a quanto sito per adulti esistesse , io devo dire che ero convinta che fra di noi tutto andasse bene , che nn c\'erano problemi, perche anche nel sesso abbiamo sempre avuto una grande complicita' e intesa, io nn riesco a perdonarlo, adesso va da uno psicologo, sento un grande schifo per lui, mi sento cosi arrabbiata  e delusa e nn so cosa fare, vorrei lasciarlo, le ho detto che non saro' mai capace di perdonarlo, mi fermano solo le nostre figlie di 10 e 5 anni, perche adorano questo uomo, e sempre ci hanno visto felice mi sento tanto male, lui codardo, dice che nn ha mai provato niente per quella e che ama solo me, che era pentito di tutto quel che faceva, ma se nn lo scopro secondo me continuava ancora con il suo divertimento.Ho bisogno di aiuto!!!!

MIA MOGLIE MI HA TRADITO DOPO 20 ANNI DI MATRIMONIO


Michele Età:   48
Pochi giorni fa sono venuto a conoscenza che mia moglie
dopo 20 anni di matrimonio mi ha tradito. Una relazione di 2 mesi. Mi sono
accorto con immenso sgomento che la cosa non era solo una questione di sesso, ma una vera e propria infatuazione,si potrebbe parlare di una cotta se non si trattasse di persone vicine hai 50 anni. Abbiamo un figlio di 12 anni lavoriamo insieme nell\'azienda di famiglia e con questa cosa rischia di mandare all\'aria tutto. Io cerco di resistere, cerco di recuperare il rapporto, cerco di non far soffrire il figlio che sta entrando nell\'età più complicata della
vita, cercando di far sembrare la famiglia ancora unita. Ma il vero problema è
lei, la vedo strana infelice, malgrado mi abbia giurato che anche lei intende
riprovarci non mi convince. E' stata completamente rapita da quella relazione
è tornata una bambina di 15/16 anni ho scoperto che usciva quasi tutti i
pomeriggi con lui, che la domenica e il sabato pomeriggio, giorni nei quali
siamo sempre insieme gli mandava 10/12 sms e lo chiamava altrettante volte, ho scoperto che ogni mattina gli mandava il primo sms appena sveglia e l'ultimo sms la sera prima di coricarsi. Sono moralmente distrutto , umiliato, azzerato fisicamente, non dormo più mangio poco, non so proprio come comportarmi. Mi sono sempre compiaciuto di essere ancora innamorato della moglie con la stessa intensità di venti anni fa e mi accorgo che invece lei chissà da quando era già in crisi. Voglio cercare di recuperare il rapporto perchè l'amo ancora, ma non so se riuscirò a sopportare ancora per molto questa pressione emotiva. Se avete consigli sono ben accetti

DAL TONO DI VOCE SI PUO' SCOPRIRE UN TRADIMENTO


I risultati di uno studio da poco concluso negliUSA, hanno dimostrato come il tono della voce del partner sia un segno della sua potenziale tendenza al tradimento.
Da un team di psicologi californiani ecco la scoperta: più la voce è attraente, per i maschibassa e profonda, per le femmine alta e squillante, più viene percepito il rischio elevato di essere traditi. 
Ma che relazione ha il tono della voce con la percezione di fedeltà o infedeltà? é solo una questione di ormoni: " gli uomini con un alto livello di testosterone hanno una voce più bassa, le donne con più estrogeni hanno la voce più acuta " così spiega il relatore dello studio David Feinberg. Il nostro cervello sarebbe in grado di assocciare gli alti livelli di ormoni con comportamenti adulterini e questo ci aiuta ad evitare i partner meno affidabili. 

martedì 3 luglio 2012

DOPO 40 ANNI DI MATRIMONIO SCOPRO IL TRADIMENTO DI MIO MARITO

halem Età: 60
Dopo 40 anni di matrimonio scopro con una telefonata notturna che mio marito ha una storia.40 anni basati sull'assoluta sicurezza reciproca entrambi dediti al lavoro ed a crescere due figli ormai grandi e laureati. Io ho sempre rispettato l'impegno, lui da quasi due anni continua un rapporto: ha perso la testa, raggiunti i 60 anni ha cominciato a sostenere che ormai la vita è spesa, gli anni avanzano, e quindi ha ceduto ad una quarantenne piuttosto bella (e interessata economicamente con un figlio da far crescere e per il quale occorre la presenza di un padre..) Io mi sono sempre tenuta,non dimostro l'età,ecc. Lui mi riconosce molte qualità, che sono non paragonabile all'altra (leggera e disponibile)sostiene che sono una bella donna, che non c'entrano le rughe, che mi vuole bene ( e che è innamorato) di due donne. Assume atteggiamenti del tutto diversi, che vanno dal non considerarmi, arrivare regolarmente tardi a casa (21 30/22 00) con la scusa in parte vera del lavoro) ad altri di affetto, ma l'aspetto fisico è del tutto tramontato ed io mischio rabbia gelosia umiliazione e a volte anche pena per lui che non riesce a staccarsi. Comunque è inaccettabile continuare a stare in due scarpe: ne conviene e dice che deciderà, ma... andrò da un avvocato per tutelarmi, visto che la situazione patrimoniale è importante e lui ha il coltello dalla parte del manico :case intestate, ditta..) Cosa debbo fare? Finora ho resistito per salvare la famiglia alla quale teniamo tutti e due e so che buttandolo fuori farei il suo gioco.Chi mi dà un consiglio? Grazie!!